Deistituzionalizzazione come operazione contabile: 144 morti, e a oggi nessuna condanna
Nel 2015 il governo della provincia sudafricana del Gauteng disdisse, invocando i costi, il contratto con il fornitore privato Life Esidimeni, che da anni ospitava pazienti psichiatrici cronici. Nel solo trimestre 1° aprile – 30 giugno 2016 circa 1.371 pazienti furono trasferiti in fretta in ospedali e in 27 organizzazioni non governative — 457 al mese, contro 13 al mese nel 2015. L'Health Ombud del paese, Malegapuru Makgoba, pubblicò il 1° febbraio 2017 una relazione che accertava che «tutte le 27 ONG … operavano con licenze non valide» e che «tutti i pazienti morti in queste ONG sono morti in circostanze illegali»; registrava 94 decessi al momento della stesura — contro i 36 annunciati dalla provincia — e che «non erano stati effettuati studi di fattibilità né analisi dei costi» sulle alternative. Nel campione di decessi esaminato, le cause più frequenti erano polmonite acquisita in comunità e crisi convulsive incontrollate — le seconde «fanno temere che questi pazienti non abbiano ricevuto i farmaci per la loro epilessia».
L'arbitrato. Lo Stato riconobbe la responsabilità e rimise il risarcimento a un arbitrato davanti all'ex vicepresidente della Corte costituzionale Dikgang Moseneke. Il lodo del 19 marzo 2018 si apre così: «È ormai pacifico che … 144 utenti dei servizi di salute mentale sono morti e 1.418 sono stati esposti a trauma», mentre di 44 non si conosceva la sorte. Definì le ragioni addotte per il trasferimento «false, insincere e avanzate per nascondere le vere ragioni» — il Tesoro provinciale, testimoniò la stessa assessora provinciale alle finanze Barbara Creecy, «non ha mai chiesto ad alcun dipartimento di tagliare servizi essenziali» — e l'autorizzazione delle ONG «illegale e consapevolmente fraudolenta». Riconobbe 20.000 rand per le spese funerarie alle famiglie dei defunti, e a ciascun ricorrente 180.000 per lo shock e il trauma e 1.000.000 di rand a titolo di danni costituzionali per le violazioni «ingiustificabili e sconsiderate» dei diritti.
Cosa ha accertato il tribunale, e cosa no. La procura aveva inizialmente rifiutato di procedere sui 141 fascicoli di decesso. L'inchiesta giudiziaria dell'Alta Corte di Pretoria, con sentenza del 10 luglio 2024, ha concluso che nove decessi «sono stati causati per negligenza dalla condotta» dell'allora assessora provinciale alla sanità Qedani Mahlangu e dell'allora direttrice della salute mentale Makgabo Manamela, che «hanno creato le circostanze in cui i decessi … erano inevitabili»; per la maggior parte degli altri decessi, senza autopsia o con elementi insufficienti, il tribunale ha dichiarato di non poter giungere a una conclusione, e per l'allora capo del dipartimento non ha accertato il nesso causale. Non è una condanna: un'inchiesta accerta, non giudica. Il 21 aprile 2026 la National Prosecuting Authority ha annunciato la decisione di esercitare l'azione penale, con accuse che «dovrebbero includere l'omicidio colposo, tra l'altro», senza nominare imputati né una data di processo. Alla nostra ultima verifica (settembre 2026) nessuno è stato condannato. Le persone nominate hanno sostenuto davanti all'arbitrato di non aver potuto ragionevolmente prevedere i decessi; se saranno processate, la prevedibilità è ciò che sarà giudicato.
Perché è qui. Non è un caso di cattivo trattamento psichiatrico — è un caso di decisione amministrativa presa su persone che non potevano reagire. La deistituzionalizzazione, il cui ritardo la Parte A documenta, ha anch'essa un fallimento pienamente documentato, quando viene fatta come operazione contabile; sta qui con la stessa misura. I «circa 1.700 pazienti» che circolano hanno una fonte, ma non quella di solito indicata: l'arbitrato scrive che la fine del contratto «provocò lo spostamento di 1711 utenti» tra l'ottobre 2015 e la fine di giugno 2016 (§24); i 1.371 dell'Health Ombud riguardano solo l'ultimo trimestre, con circa 160 altri nell'anno precedente.
[82] Health Ombud, relazione sulle circostanze dei decessi di pazienti psichiatrici nel Gauteng, 01.02.2017 · [83] Life Esidimeni Arbitration, lodo, Moseneke, 19.03.2018, §§1–2, 47, 226 · [84] High Court of South Africa, Gauteng Division, Pretoria, inchiesta I001/21, 10.07.2024, §§3, 570–574 · [85] National Prosecuting Authority, comunicato 21.04.2026